意大利首例AI成瘾住院事件引发关注
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威尼斯一名20岁女子因‘AI成瘾’接受治疗。专家警报:‘人工智能可能化身成一种提供慰藉与幻觉的“照护者(Caregiver)”。
首位因‘AI成瘾’接受住院治疗的患者年仅20岁。她已被威尼斯‘最尊贵’卫生局(Ulss 3 Serenissima)药物依赖科收治。这是意大利首例此类病例,消息一出,就连长期预警‘社媒与网络成瘾激增’的行业专家们也深感震惊。该事件引发了对各年龄段人群社交关系巨变的深刻反思,临床治疗师们已就此拉响警报。
首例AI成瘾住院病例
Non bastava il processo “storico” in California, intentato e per ora vinto da una vent’enne contro i colossi del web accusati di creare dipendenza digitale nei giovanissimi. Adesso anche in Italia scatta l’allarme e, in questo caso, riguarda l’intelligenza artificiale. Sono pochi i dettagli che trapelano sulle condizioni della ragazza ora in terapia presso l’azienda sanitaria locale veneziana. Ma ciò che conta è l’effetto che l’AI ha avuto su di lei e su chissà quanti altri che, come la ragazza, l’hanno sviluppata o potranno svilupparla:una progressiva erosione delle relazioni sociali “reali” a favore dell’algoritmo, visto come unico interlocutore della propria vita.
威尼斯案例并非孤例
«L’algoritmo, man mano che impara a conoscerti, sa dare delle risposte che corrispondono a quanto vorresti sentire, anche molto più di un tuo coetaneo, rafforzando progressivamente quella che sembra essere una relazione amicale», ha commentato all’ANSALaura Suardi, primaria del SERD di Venezia, aggiungendo: «Diventa un problema quando non si sa gestire, quando diventa un unico orizzonte di riferimento». È quanto sta accadendo a molti giovani la cui salute mentale è seriamente minacciata dalladipendenza emotiva dei chatbot. A testimoniarlo sono i dati emersi da ricerche europee e americane.
AI对青年的影响
Secondo i dati Eurostat del 2025, il 63,8% dei giovani europei tra i 16 e i 24 anni usa già strumenti di AI generativa: si tratta del doppio rispetto alla media dei loro genitori e degli adulti in genere. Il problema non è lo strumento in sé, quanto gli effetti di un uso scorretto o eccessivo. Da un’indagine condotta su 3.800 giovani tra gli 11 e i 25 anni in Francia, Germania, Svezia e Irlanda,il 50% discute con i chatbot di argomenti intimi, mentre solo il 32% sa come sono trattati i propri dati.Un’altra ricerca dell’Università di Stanford mostra come, su soggetti vulnerabili, l’AI può «rinforzare la ruminazione, la disregolazione emotiva e l’uso compulsivo».
Il caso di Venezia è il primo in cui si è reso necessario un ricovero: «È certamente una misura insolita in un caso di dipendenza digitale. Per comprenderne i motivi bisognerebbe avere informazioni specifiche sul caso», premette Cristina Galassi, psicoterapeuta dell’Istituto Europeo delle Dipendenze di Milano (IEuD), che aggiunge: «All’interno della categoria “dipendenze digitali” rientrano condizioni diverse come:il gap, la dipendenza da social o più in generale da Internet, il gaming, la dipendenza da sessualità on-line». Le statistiche dicono che i casi sono in aumento, anche se quelle da AI sono ancora limitate. Secondo Galassioccorre distinguere tra dipendenza e dipendenza patologica, che può rendere necessario un ricovero come nel caso veneziano.
何时演变为病理性成瘾?
In questo delicatissimo ambito, semplificare è difficile perché, come sottolinea Galassi, è «un disturbo complesso»: se l’essere in relazione con qualcuno o qualcosa è parte integrante dello sviluppo di ogni essere umano,la dipendenza diventa patologica nel momento in cui il rapporto con l’altro (persona, strumento, sostanza) diventa esclusiva e necessaria al punto da «far perdere ogni altro riferimento potenzialmente gratificante, erodendo relazioni, attività, comportamenti, fino ad arrivare ad un ripiegamento esclusivo nel rapporto con lo strumento.La necessità di stare in contatto con lo strumento diventa così una modalità per non sentire il disagio che deriva dal separarsene», sottolinea la psicoterapeuta.
哪些年轻人处于高危地带?
«Il fenomeno delle dipendenze digitali è largamente diffuso, ma c’è molta confusione sulla diagnosi accurata. Molto spesso si tratta digiovani ritirati socialmenteche utilizzano la tecnologia come finestra di osservazione del mondo esterno, che mette paura e terrore. Sono adolescenti chiusi nelle loro camere e che oggi, nella solitudine delle loro stanze,iniziano a dialogare con l’AI come nuovo interlocutore affettivo: una voce amica per superare insicurezze e solitudine», spiega Barbara Volpi, psicologa e psicoterapeuta, PhD in Psicologia dinamica e clinica alla Sapienza di Roma, specializzata in problematiche giovanili e autrice di“L’attaccamento digitale. Famiglie connesse nell’era dell’IA” (Il Mulino).
In questo delicatissimo ambito, semplificare èdifficile perché, come sottolinea Galassi, è «un disturbo complesso»: se l’essere in relazione con qualcuno o qualcosa è parte integrante dello sviluppo di ogni essere umano,la dipendenza diventa patologica nel momento in cui il rapporto con l’altro (persona, strumento, sostanza) diventa esclusiva e necessaria al punto da«far perdere ogni altro riferimento potenzialmente gratificante, erodendo relazioni, attività, comportamenti, fino ad arrivare ad un ripiegamento esclusivo nel rapporto con lo strumento.La necessità di stare in contatto con lo strumento diventa così una modalità per non sentire il disagio che deriva dal separarsene», sottolinea la psicoterapeuta.
哪些年轻人处于高危地带?
«Il fenomeno delle dipendenze digitali è largamente diffuso, ma c’è molta confusione sulla diagnosi accurata. Molto spesso si tratta digiovani ritirati socialmenteche utilizzano la tecnologia come finestra di osservazione del mondo esterno, che mette paura e terrore. Sono adolescenti chiusi nelle loro camere e che oggi, nella solitudine delle loro stanze,iniziano a dialogare con l’AI come nuovo interlocutore affettivo: una voce amica per superare insicurezze e solitudine», spiega Barbara Volpi, psicologa e psicoterapeuta, PhD in Psicologia dinamica e clinica alla Sapienza di Roma, specializzata in problematiche giovanili e autrice di“L’attaccamento digitale. Famiglie connesse nell’era dell’IA” (Il Mulino).
最主要的警报信号
«Il primo più evidente (e preoccupante) campanello d’allarme e parallelamente anche sintomo è il tempo trascorso nell’utilizzo dello strumento», sottolinea Galassi. Ma è anche uno dei più controversi: «Le tempistiche raccomandate da ricerche, studi e dalla stessa OMS già molti anni fa, sono quasi irrisorie rispetto alla realtà e alle abitudini del nostro vivere.Oggi le generazioni più giovani vivono una realtà parallela nel mondo virtuale e non per questo il disturbo riguarda la maggioranza dei soggetti, appunto perché è necessario un “incontro” tra un soggetto fragile e uno strumento potenzialmente dannoso».
社交媒体诱发的操控
Come già emerso dal caso californiano, però, la situazione è complicata dalla considerazione che gli algoritmi inducono a un uso massiccio di device e dei social in particolare. La condanna di Meta e Google ne è una conferma e il timore – più che fondato – è che l’AI possa aumentare questo rischio: «Soprattutto per quanto riguarda l’AI,esistono dei sistemi di incentivazione all’uso di tipo manipolatorio non facilmente rilevabili che riguardano interessi economici, politici ecc.Su questo sarebbe opportuno mantenere l’attenzione a livello sociale globale». Proprio il passaggio dal sistema di ricompensa dei “like” dei social all’AI può aggravare la situazione.
È qui che entra in gioco anche il ruolo della famiglia: «Se la base affettiva è precaria, soprattutto in adolescenza, vi si può appoggiare l’onnipresenza delle macchine che simulano empatia, affetti. Sono sempre presenti e rispondono al bisogno affettivo di essere ascoltati e compresi – spiega Volpi – In uno stato emotivo fragile e caoticol’AI può assumere le vesti di uncaregiverche compensa e illude.Non si tratta più solo di condizionare come accade con i “like” nelle bacheche social, ma è come se l’AI fosse “un genio della lampada” che apparentemente compensa i vuoti affettivi primari e il bisogno di essere ascoltato, compreso e non più giudicato». È qui che il divario generazionale può aumentare.
为何启动强制住院?
Una ricerca commissionata dal Parlamento Europeo, intitolataHealth and wellbeing in the age of artificial intelligence,conferma l’aumento della dipendenza emotiva dai chatbot, chepuò arrivare a pensieri deliranti e, nei casi più gravi, suicidari.La 20enne di Venezia è stata ricoverata probabilmente per tutelarne la salute ed evitare «comportamenti lesivi o dannosi importanti». Ma al di là dell’episodio specifico, “per un trattamento efficace di una dipendenza patologica, un ricovero è solo uno step verso un percorso di guarigione, con continuità e multiprofessionalità, soprattutto nel periodo successivo, perché coinvolge le dinamiche relazionali e affettive più importanti, specie nei più giovani», chiarisce Galassi.
家庭的责任
D’altro canto, la prevenzione resta la miglior difesa, secondo i terapeuti. «Una buonascreen education,insieme alla sicurezza affettiva delle relazioni familiari, è l’ancora di salvataggio della famiglia – ricorda Volpi – Servono pazienza, dialogo costante, tempo insieme con gli schermi e senza gli schermi, promuovendo la comunicazione affettiva». «D’altra partel’uso compulsivo della tecnologia e il “dialogo” con l’AI in modo non sano mettono in luce un disagio emotivo pregresso.La tecnologia può amplificare una vulnerabilità precedente e, contemporaneamente, agire da scanner diagnostico per intercettare il disagio e il malessere psichico. Su questo la famiglia, la scuola e lo stesso contesto sociale online dovrebbe fare rete per segnalare casi complessi», conclude Volpi.